La solita lotteria sugli organici e dal governo regionale stanno a guardare

on .

 

Per il prossimo anno scolastico si profila il solito taglio agli organici della scuola siciliana. Un taglio, per certi versi, inaspettato che deriva da un calo della popolazione scolastica superiore alle stesse previsioni del MIur. Nessuno vuole affermare che la Sicilia deve essere trattata meglio delle altre regioni. Ma almeno si riconoscano le specificità di una realtà che registra indici di dispersione scolastica e di disoccupazione record. La scuola, per il rilancio economico e sociale della Sicilia, può svolgere un ruolo fondamentale ma se non se ne occupa il governo regionale chi se ne deve occupare? La Cisl scuola Sicilia chiede al governo Musumeci interventi, anche politici, consistenti. A partire da quella legge sul Diritto allo studio dimenticata troppe volte in qualche cassetto di Palazzo d’Orleans. Ecco il comunicato unitario. 

 

Palermo, 17 aprile 2018 – “Anche quest’anno in Sicilia si ripete un film già visto: nuove assunzioni centellinate e con gravissime ripercussioni soprattutto per la nostra regione. Riteniamo indispensabile richiamare l’attenzione, oltre che del Miur, soprattutto del governo regionale su un problema che riguarda non solo studenti e insegnanti, ma lo sviluppo e il futuro della nostra regione, che non può essere attenzionato solo a parole. Ci attendiamo fatti concreti”. Lo dicono Graziamaria Pistorino, Francesca Bellia e Claudio Parasporo, rispettivamente segretari di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola della Sicilia, a seguito dell'incontro con il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Sicilia, Maria Luisa Altomonte.

  

 

 

“Se è vero che si registra, ancora una volta, un consistente calo demografico della popolazione scolastica siciliana – aggiungono – non si giustificano queste scelte di politica scolastica mirate al risparmio, a discapito soprattutto della qualità dell’offerta formativa di una regione, come quella siciliana, che vanta record, purtroppo in negativo, di tassi di dispersione scolastica, di aule sovraffollate e di edifici scolastici non idonei ai parametri di sicurezza sanciti dalla legge”.

 

“Riteniamo assurda ed inaccettabile lamancata trasformazione dei posti di sostegno in organico di diritto – continuano – dettata e ordinata dal Mef, che da anni sembra aver commissariato le scelte del Miur. L’abbandono dei banchi di scuola si combatte con più scuola, che significa più risorse e organici potenziati, classi sicure e non sovraffollate, aumento del tempo scuola, il tutto finalizzato al miglioramento della qualità dell’istruzione e dei processi formativi”.

 

 

“Si sottolinea, infine, che tali scelte strozza-organici – concludono – non solo limiteranno al minimo le speranze di mobilità dei tantissimi docenti siciliani immessi in ruolo al Nord (e proprio sul sostegno i posti disponibili ci sarebbero in abbondanza), ma renderanno una chimera anche la possibilità di assunzione per i precari storici e i vincitori dell’ultimo concorso a cattedra (parcheggiati nelle graduatorie di merito). Figuriamoci del prossimo venturo ed imminente reclutamento attraverso la procedura Fit per abilitati”.