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“La buona scuola – Facciamo crescere il Paese”

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Documento consegnato alla ministra Giannini in occasione dell’incontro promosso dall’USR Sicilia svoltosi al Liceo delle Scienze Umane “Regina Margherita” di Palermo

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In premessa
La Segreteria Regionale della Cisl Scuola Sicilia in merito al rapporto “La buona scuola – Facciamo crescere il Paese” ha promosso 9 incontri, uno per ogni provincia siciliana, incontrando i Consigli Generali, le RSU e i rappresentanti Cisl Scuola di tutte le istituzioni scolastiche dell’isola. Più di mille quadri di base della Cisl Scuola siciliana hanno partecipato a questi incontri alimentando un confronti ricco di osservazioni, spunti interpretativi, valutazioni di merito. Le Segreterie territoriali sono attualmente impegnate congiuntamente alle altre OOSS in assemblee in orario di servizio per parlare di Buona Scuola direttamente con i lavoratori del comparto. Da questo nostro osservatorio è emerso quanto segue.

Il documento in generale
Documento corposo, ricco di dati e di elaborazioni, offre una visione ampia ma risulta redatto più all’insegna del funzionalismo che della organicità. In questo senso risaltano di più le omissioni rispetto alle dichiarazioni spesso enfatiche. In particolare preoccupa che un documento siffatto manchi di riferimenti utili a definire mission e vision della scuola, collegando l’idea di scuola all’idea di società. Sotto l’aspetto più segnatamente tecno-politico emerge con evidenza la poca attenzione alla scuola dell’infanzia, all’orientamento, all’apprendimento permanente, all’educazione degli adulti, nonché la totale dimenticanza di un segmento di personale strategico nella organizzazione della vita scolastica quale è il personale ATA.
Va riconosciuto che il rapporto sta offrendo una occasione di riflessione di ampio respiro sulla scuola, va sottolineato che l’occasione deve essere vissuta con confronto aperto con l’intero sistema Paese, ma che non può scavalcare ruoli e funzione dei soggetti sociali. Orari di lavoro, formazione in servizio, trattamenti retributivi sono materia che attiene alle prerogative contrattuali ed è in sede negoziale che tali questioni debbono essere discusse e disciplinate.
Sotto questo profilo non può essere irrilevante e ininfluente, anche nel giudizio sulle linee guida, il fatto che contemporaneamente alla loro pubblicazione si mantiene (v, ddl stabilità) il blocco dei contratti del pubblico impiego, togliendo credibilità a un’operazione che si definisce orientata a valorizzare la scuola e il lavoro di tutto il personale.


Le azioni di mobilitazione avviate da Flcgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, SNALS e GILDA attraverso la sottoscrizione della campagna #Sbloccacontratto è sostenuta dai lavoratori della scuola siciliana che chiedono di sviluppare ulteriori iniziative unitarie di mobilitazione.

Il documento rispetto ai punti principali

Assunzioni
Non può che essere condivisa l’ipotesi di un piano di assunzioni che consente di stabilizzare il lavoro e ampliare gli organici, con l’obiettivo esplicito di assumere 148.000 docenti. Appare tuttavia incomprensibile la mancanza di riferimenti alla stabilizzazione del lavoro precario nell’area del personale ATA, così come non può essere disconosciuto, il diritto di tutti quei docenti non abilitati che hanno accumulato anni di servizio a tempo determinato pur non essendo inseriti nelle GAE.
Svuotare le GAE e le graduatorie di concorso non significa risolvere la questione precariato; ai tanti docenti siciliani che da anni ricevono l’incarico annuale deve essere riconosciuto un canale di stabilizzazione specifico. L’obiettivo centrale di una buona scuola non può che prevedere la copertura con lavoro stabile di tutti i posti - sia di docenti che di personale ata - necessari alla scuola per poter funzionare.
Il ddl di stabilità presentato nei giorni scorsi, pur prevedendo la copertura finanziaria per l’assunzione dei 148.000 docenti, taglia 2020 posti di ATA.

Formazione e carriere
Sulle carriere la Cisl Scuola siciliana giudica inaccettabile la cancellazione totale degli scatti di anzianità e la loro sostituzione con i cosiddetti scatti competenza da destinare solo a una parte della categoria. Ritiene che la valorizzazione di altri fattori attestanti la valenza professionale debba integrare, non sostituire, una progressione di anzianità che esiste in quasi tutti gli altri paesi e che l’OCSE nei giorni scorsi riconosce quale elemento di tutela delle retribuzioni. Gli scatti di competenza che conseguirebbero solo il 66% dei docenti non possono essere finanziati con la penalizzazione del restante 34% di personale insegnante. La Cisl Scuola Sicilia lo ritiene inaccettabile e per questo chiede di riprendere il documento condiviso sull’art 22 del ccnl e da lì riavviare una discussione seria sostenuta da risorse finanziarie dedicate.

La vera autonomia
Per quanto riguarda le indicazioni sulla governance, pur condividendo l’impostazione volta alla riconferma di un profilo del dirigente scolastico la cui peculiarità risieda più sul versante pedagogico didattico che su quello pur importante delle competenze gestionali, evidenziamo come manchi ogni riferimento alla necessità di superare alcune anomalie retributive presenti nel comparto dell’area V.
Appaiono condivisibili le intenzioni di procedere ad una forte semplificazione delle norme e alla riscrittura del Testo unico, nonché la previsione di nuovi organi collegiali “aperti, agili, efficaci”.
Sembra ancora poco chiara l’intera questione attinente alla valutazione e all’autovalutazione. Molte perplessità suscita l’istituzione del “registro nazionale”, considerato preludio di un reclutamento affidato alla chiamata diretta dei dirigenti.

Nuovi insegnamenti
Dare spazio ad ambiti culturali peculiari della nostra identità è certamente un valore; progetto ambizioso di cui si chiede la effettiva praticabilità. Nuovi interventi didattici impongono una riflessione sul rapporto tra le diverse figure di docenti operanti nella scuola primaria, una rivisitazione dei tempi scolastici, un piano di spesa per la formazione del personale (cfr CLILL) non indifferente. Opportuno sottolineare che alla questione il documento riserva solo generici accenni.

Alternanza scuola lavoro
Positiva l’ipotesi di “obbligo” di alternanza scuola lavoro nel triennio dei Tecnici e l’incremento di un anno nei Professionali prevedendo un monte di 200 ore l’anno. I cento milioni previsti rappresentano un grosso passo in avanti, ma non consentono una valida opportunità per tutti gli studenti. Resta ancora non affrontata la “capacità formativa” delle imprese che accoglieranno i ragazzi in alternanza specie nei territori del meridione.

Le risorse
Ok al rifinanziamento del MOF e della 440, salvo evidenziare il taglio di 30 milioni previsti dal ddl di stabilità per il 2015. Tutta da verificare la definizione di nuovi criteri di distribuzione del MOF che dovranno essere ricondotti alla disciplina negoziale e non ad interventi di natura legislativa.

La consultazione
Il complesso disegno di innovazione del sistema scolastico come quello delineato dal governo richiede necessariamente di essere portato al vaglio di un confronto esteso e approfondito, non riducibile ad una consultazione online che ha tutti i tratti di sondaggio piuttosto che una vera e propria consultazione partecipata. Il portale, se da un lato offre a tutti l’opportunità di partecipare consapevolmente attraverso la compilazione del questionario, dall’altro chiude l’interlocuzione solo su alcuni item selezionati dall’amministrazione che non garantiscono, di certo, una vera e compiuta corrispondenza. Chiedere al Paese di esprimersi e non riconoscere il giusto spazio e la dovuta attenzione a chi la scuola la vive e la governa (studenti, docenti, dirigenti e ATA) è la rivendicazione prevalente dei nostri associati e di tanti colleghi che stiamo incontrando.
Rileviamo, inoltre, la necessità che anche ai soggetti sociali sia riconosciuto quel ruolo di responsabilità attiva di un proficuo dialogo sociale, in linea con quanto affermato solennemente nello stesso documento sulla Buona Scuola circa l’esigenza di un coinvolgimento dell’intero Paese nel processo riformatore.

Osservazioni conclusive
La Cisl Scuola Regionale della Sicilia, mentre esprime la necessità di un’attiva partecipazione alla fase di confronto avviata dal governo, anche sostenendo quanto più possibile il forte protagonismo professionale della categoria, auspica che la varietà e vastità delle tematiche affrontate nel documento non si riducano a mere enunciazioni ma trovino riscontro in scelte di governo tali da determinare nei fatti l’avvio di una fase nuova, da tempo rivendicata, di positiva attenzione alla scuola e di effettivo sostegno alla sua crescita di efficacia.
Auspica, infine, che l’intero rapporto sia sostenuto da un piano pluriennale di finanziamenti adeguato, al fine di dare attuazione piena alla “buona scuola” e non ad una scuola “alla bella e buona”.

Palermo, 18 ottobre 2014

Il Reggente
Dionisio Bonomo