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Formazione Professionale: a rischio seconda annualità avviso 20

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Comunicato stampa del 04/06/2013

Formazione, Cisl “ a rischio seconda annualità avviso 20, la Regione non ha concordato la nuova ripartizione dei fondi con i ministeri competenti e con l'Ue” Un lungo corteo di lavoratori ha sfilato da piazza Politeama arrivando a piazza Indipendenza, 4 mila circa quando i venti pullman provenienti da tutta la Sicilia hanno raggiunto i lavoratori di Palermo per le vie del centro, per chiedere alla Regione una vera riforma del settore della Formazione, nel corso della protesta indetta da Flc Cgil Cisl e Uil Scuola, nel giorno dello sciopero generale del settore. In tanti esasperati, alcuni dei quali anche da 22 mesi senza stipendio, hanno chiesto certezze. “Chiediamo la riforma dal 2008, che sia concordata e che non porti alla macelleria sociale - afferma Maurizio Bernava Segretario Cisl Sicilia - per cambiare il sistema, per adeguarlo alle vere esigenze del mercato del lavoro, ma è la politica che non ha voluto procedere con questi cambiamenti, e ora a pagare non possono essere di certo i lavoratori. Esprimiamo forti dubbi sull'utilizzo delle somme del Piano giovani, la Regione non ha concordato con i Ministeri competenti, al Lavoro , Coesione territoriale e con la Commissione Europea la nuova ripartizione dei fondi predisposta dall'assessorato alla Formazione: il governo regionale non ha avuto l'autorizzazione a rivedere, rispetto a quanto concordato prima, la previsione di spesa per la seconda annualità e senza il via libera la Sicilia non riceverà le risorse, l'avviso 20 non potrà partire e ci ritroveremo con un massacro sociale che tocca ben 8 mila persone. E' ora di fare un'operazione trasparenza – aggiunge Bernava - anche sulle somme del Fondo sociale europeo , ci arrivano notizie infatti che la Regione abbia utilizzato male le somme certificando più di quanto avesse a disposizione andando in overbooking, chiederemo chiarimenti al Ministero della Coesione Territoriale e alla Commissione europea”. Cgil Cisl e Uil fanno sapere “scriveremo ai due Ministeri per rendere chiaro che sulle misure di revisione della spesa del Piano giovani predisposte dall'assessorato alla Formazione, non c'è il consenso dei principali sindacati rappresentativi dei lavoratori”. “Non solo i lavoratori già licenziati dagli enti che sono circa mille, ma a questi con il nuovo piano predisposto dalla Regione se ne aggiungeranno altri 3 mila – spiegano Giorgio Tessitore della Segreteria regionale della Cisl e Giovanni Migliore Responsabile Formazione della Cisl Scuola – un numero che potrebbe crescere se, come temiamo, la seconda annualità dell'avviso 20 non potrà partire per via del mancato accordo con le istituzioni nazionali competenti che devono poi erogare le somme. Serve chiarezza sull'utilizzo del Fondo sociale europeo, su come le risorse sono state impiegate e sugli obiettivi previsti dalla programmazione, andremo fino in fondo scrivendo all'Ue e ai ministeri competenti, l'incompetenza finora mostrata dagli uffici della Regione rischia di portare alla paralisi”. Sull'accordo siglato ieri dall'assessore alla Formazione Scilabra con i sindacati degli autonomi la Cisl aggiunge “un accordo fatto con sindacati che non rappresentano i lavoratori le loro istanze e che non sono in grado di determinare le scelte per il futuro degli operatori del settore , di certo – aggiungono Tessitore e Migliore – non ha alcuna validità. E non cambia nulla aggiungere appena 5 milioni di euro dato che la spesa programmata dalla Regione si attesta appena al 25% delle somme da spendere, in tutto 280 milioni di euro, bloccando di fatto buona parte delle attività”. La Cisl ribadisce le sue richieste “chiediamo che quanto concordato anni fa con i ministeri competenti e la Commissione europea sul Piano giovani da utilizzare negli importi necessari, 280 milioni di euro per finanziare la seconda annualità dell'avviso 20, venga rispettato dalla Regione, che si facciano partire le attività per tutti i lavoratori e in corso d'opera venga riformato l'intero settore come chiediamo da tempo adeguando i corsi alle reali esigenze del mercato del lavoro, selezionando gli enti in regola e tutelando tutti i lavoratori”.