Area V, il MIUR risponde alla richiesta di incontro: giovedì 8 convocati i sindacati

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Martedì scorso, 29 settembre, la Cisl Scuola insieme alle altre organizzazioni sindacali rappresentative dell’Area V, Dirigenti Scolastici, ha inviato al Miur la richiesta urgente di incontro finalizzato all’informazione preventiva sulle modalità e i tempi di ripartizione agli Uffici Scolastici Regionali degli incrementi del Fondo Unico Nazionale disposti, a decorrere dall’a.s. 2015/16, dal comma 86 dell’art. 1 della legge 107/2015, nonché degli ulteriori incrementi per gli anni 2016 e 2017 da corrispondere a titolo di retribuzione di risultato una tantum.
Nella richiesta, inoltre, si chiedeva di fornire - in relazione all’avvio delle procedure per la stipula dei Contratti Integrativi Regionali per l’a.s. 2014/15 - tutte le informazioni desumibili dalle rilevazioni su quanto percepito negli anni trascorsi per le retribuzioni di posizione e di risultato.
Nel pomeriggio odierno l’amministrazione ha risposto, convocando i sindacati per giovedì prossimo, 8 ottobre (ore 17).

L’ordine del giorno della riunione al Miur sarà la seguente:

  • certificazione F.U.N. dirigenti scolastici 2014/15
  • esito monitoraggi pagamenti UU.SS.RR. 2012/13, 2013/14, 2014/15
  • organici dirigenti scolastici per il F.U.N. 2015/16
  • varie ed eventuali

 

Piano Triennale, slitta al 15 gennaio il termine della sua predisposizione

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Il Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Miur ha emanato la nota 2157 del 5.10.2015 con la quale è prorogato al 15 gennaio 2016 il termine ultimo per la predisposizione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, termine inizialmente previsto dal comma 12 dell’art. 1 della legge 107/2015 per il prossimo 31 ottobre. “Ciò consentirà alle scuole, che stanno operando per adempiere su più settori alla realizzazione di un processo di cambiamento del sistema scolastico che richiede tempo e impegno da parte di tutte le componenti del sistema scuola, di continuare a lavorare con tempi distesi”.

Graduatorie istituto aggiuntive 2ª fascia, presentazione Mod. B (entro il 14.10)

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E’ stata emanata la nota 31060 del 25.9.2015, corredata dai relativi allegati, con la quale il MIUR, comunicando l’apertura delle funzioni Polis (dal 25 settembre alle ore 14 del 14 ottobre 2015), fornisce le indicazioni per la presentazione del Modello B, ai fini della scelta delle sedi per l’inserimento nelle “code” (“finestre”) delle graduatorie di 2ª fascia di istituto.
La nota riguarda gli aspiranti che hanno dichiarato con il Modello A3 di aver acquisito l’abilitazione entro il 1° febbraio 2015 o entro il 1° agosto 2015.
Si segnala che le indicazioni del MIUR possono risultare di difficile interpretazione per coloro che sono presenti nelle graduatorie di istituto anche per altri insegnamenti oltre a quello/i per cui hanno chiesto l’inserimento nelle graduatorie aggiuntive della 2ª fascia. Al riguardo, si ricorda che il principio che deve essere fatto salvo è che le graduatorie vigenti di 1ª, 2ª e 3ª fascia, costituite ad inizio triennio, non possono essere modificate.
Le graduatorie di istituto dell’a.s. 2015/16, pertanto, saranno così composte:
1ª fascia - Invariata (fatti salvi gli adeguamenti ai dimensionamenti)
2ª fascia - Invariata (fatti salvi gli adeguamenti ai dimensionamenti)
Prima coda della 2ª fascia (abilitati entro il 1°.2.2015) - Di nuova costituzione
Seconda coda della 2ª fascia (abilitati entro il 1°.8.2015) - Di nuova costituzione
3ª fascia - Invariata (fatti salvi: gli adeguamenti ai dimensionamenti; la cancellazione degli aspiranti che si inseriscono nelle fasce aggiuntive; la precedenza degli aspiranti che si sono abilitati dopo il 1°.8.2015 e che hanno presentato o presenteranno il Mod. A4)
Aspiranti che non sono inseriti nelle graduatorie di istituto
Per questi aspiranti - che chiedono per la prima volta l’inserimento - valgono le regole già note previste per la scelta delle sedi: 20 scuole con il limite di 10 per la scuola dell’infanzia e primaria, di cui massimo due circoli didattici (gli istituti comprensivi si considerano entro il limite di 10). Il Mod. B dovrà essere indirizzato alla scuola a cui è stato trasmesso il Modello A3.
Aspiranti che sono già inseriti nelle graduatorie di istituto
Il Mod. B dovrà essere indirizzato alla scuola capofila scelta precedentemente, che potrà eventualmente anche essere sostituita, ma che resterà il referente per il trattamento della posizione dell’interessato per tutto il triennio di validità delle graduatorie.
Il sistema proporrà le scuole nelle cui graduatorie gli aspiranti risultano inseriti nell’a.s. 2014/15, scuole che potranno essere confermate ovvero sostituite con istituzioni presenti al sistema nello stesso anno scolastico. Solo successivamente le graduatorie saranno adeguate in base agli effetti del dimensionamento per l’a.s. 2015/16.
Sono previsti alcuni vincoli per poter cambiare le scuole in quanto, come specificato sopra, le scelte operate non possono e non devono comportare modifiche nella composizione delle graduatorie di istituto di 1ª, 2ª e 3ª fascia, né per gli interessati né per gli altri supplenti già inseriti.
Da ciò deriva che:
sarà possibile cambiare le scuole solo se in quelle di attuale inserimento non è presente l'insegnamento per il quale con il Modello A3 si è chiesta l'inclusione nelle code della 2ª fascia;
si potranno chiedere solo nuove scuole in cui non sono presenti gli insegnamenti per cui gli interessati risultano già inseriti nelle graduatorie vigenti. Questo perché nelle graduatorie delle nuove scuole gli interessati verrebbero inseriti oltre che nella coda della 2ª fascia di pertinenza, anche in tutti gli altri insegnamenti per cui sono già inclusi nella 1ª, 2ª e 3ª fascia, modificandone la composizione (effetto trascinamento!)
Nella nota 31060 (e nella nota 8 del Mod. B) sono riportate otto casistiche con relative istruzioni, corrispondenti alle diverse possibili situazioni in cui i supplenti possono venirsi a trovare rispetto agli eventuali cambiamenti delle sedi.
Licei musicali e coreutici
Per l’inserimento nelle code della 2ª fascia relative ai nuovi insegnamenti dei licei musicali e coreutici (non ricondotti a classi di concorso), dovrà essere compilato - oltre al Mod. B - un secondo specifico allegato (Mod. B1, in formato cartaceo). Detto ulteriore modello dovrà essere redatto dai docenti delle classi di concorso A031, A032 e A077 in possesso dei titoli previsti dall’allegato E, che esprimono tra le preferenze i licei musicali.
Il Mod. B1 dovrà essere spedito ad uno dei licei musicali e/o coreutici indicati nel Mod. B (a mezzo raccomandata, PEC o consegnato a mano) sempre entro il termine del 14 ottobre.
E’ opportuno che i supplenti già inseriti in 3ª fascia per gli stessi insegnamenti per i quali chiedono l’inserimento nella 2ª fascia aggiuntiva ripresentino il Mod. B1: non essendo le relative operazioni automatizzate, infatti, si consiglia ciò anche nel caso intendessero confermare i licei musicali precedentemente richiesti.
Nella nota 31060, infine, è stato riportato il nuovo ordine per le convocazioni che dovrà essere seguito per l’assegnazione delle supplenze a seguito dell'integrazione delle graduatorie delle materie di indirizzo dei licei musicali con le code della 2ª fascia.

Scrima: organico potenziato, ciò che passa il convento. E questa sarebbe la “buona scuola”?

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Come volevasi dimostrare. Vengono al pettine altri nodi, anche sul cosiddetto “potenziamento” dell’organico, di un piano di assunzioni che procede a colpi di incongruenze, frutto del modo assurdo con cui è stato impostato. Gli effetti si vedono, e investono sia le “quantità” che le “qualità” del piano.
È ormai accertato che alla fine le assunzioni in ruolo saranno circa 80.000 (invece delle 150.000 annunciate l’anno scorso), le GAE sono tutt’altro che esaurite, la “supplentite” non è stata affatto debellata. Ora si potenziano gli organici, ma non in base alle esigenze che le scuole si apprestano a indicare, bensì in base a quel che passa il convento, ossia in base alle classi di concorso dei 42.000 docenti aspiranti residui. Tant’è che la circolare emanata ieri dal MIUR, non potendo assicurare in premessa la corrispondenza tra le tipologie di posto (classe di concorso) assegnabili e il fabbisogno espresso dalle scuole, invita queste ultime a rappresentarlo in termini piuttosto generici, salvo per ciò che riguarda il docente con incarico di vicario, anche in tal caso senza alcuna garanzia di soddisfacimento della richiesta (infatti su quei posti potranno, se necessario, essere confermate le supplenze oggi in atto).
Ecco un altro effetto, dopo quello della mobilità forzosa, della scelta di costruire un piano di assunzioni partendo dal tetto anziché dalle fondamenta. Non da una rilevazione del reale fabbisogno delle scuole, cui far seguire una nuova politica degli organici e un piano orientato a una decisa stabilizzazione del lavoro precario, ma assumendo come criterio guida la quantità e la distribuzione degli aspiranti docenti iscritti alle GAE e nelle graduatorie concorsuali.
Ecco perché l’organico funzionale risulta alla fine determinato non dalle esigenze delle scuole, ma dal numero di docenti da assumere nelle diverse tipologie di profilo e classe di concorso. Un criterio che è generoso definire “a geometria variabile”, trattandosi piuttosto di una “geometria casuale”.
E’ grazie a questo assurdo modo di procedere che oggi abbiamo ancora 10.000 posti in organico di diritto privi di titolare, e che dei 55.000 posti di “potenziamento” ne vedremo coperti da personale di ruolo solo 42.000. Interessante capire se e come saranno resi disponibili alle scuole i restanti 13.000: tenendo conto di ciò che chiedono, o anche in questo caso predeterminando la tipologia de posti assegnabili? E come? Una situazione per descrivere la quale non sapremmo dire se sia più adatto Pirandello o Kafka.
Altro che “buona scuola”, viene da dire, visto dove la stanno portando le imprudenti alchimie di certi apprendisti stregoni; costretta anche, come se non bastasse, a fare i conti col divieto di sostituzione del personale assente, che si estende fino a sette giorni nel caso dei collaboratori scolastici (chi apre, chiude, sorveglia e pulisce nelle tante scuole che ne hanno uno solo?); o che vede vietata la nomina di supplenti per l’intera durata dell’assenza – persino in caso di maternità – per assistenti amministrativi e tecnici; o che impedisce di sostituire i docenti nel loro primo giorno di assenza. Chi tiene la classe (o la sezione di scuola dell’infanzia) in quella giornata? Facile immaginare il rimedio: il temporaneo parcheggio degli alunni in altre classi o sezioni, con effetti di inevitabile moltiplicazione del disagio. Né andrà meglio quando sarà l’organico potenziato a dover provvedere alle supplenze per assenze fino a 10 giorni. Musica su matematica (o viceversa, a seconda dei casi): altro che ampliamento delle opportunità didattiche! Misure che si rendono necessarie per il contenimento della spesa, ci verrà detto. Non vorremmo, tra incongruenze e anomalie di cui ogni giorno siamo costretti a prendere atto, che alla fine si tagliasse sul necessario, con questa riforma, per investire sul superfluo.

Roma, 21 settembre 2015
Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

Riforma, si apra il confronto per rivedere le tante cose che non vanno. A ottobre tre iniziative unitarie.

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Le tante criticità della legge sulla scuola vanno corrette e le professionalità del mondo dell’istruzione vanno valorizzate attraverso un contratto innovativo e l'esercizio della contrattazione. Sono i punti fermi che guideranno le iniziative promosse dai sindacati scuola nel mese di ottobre. “Non puntiamo a tutti i costi a un autunno caldo, ci auguriamo, invece, che il governo apra un confronto serio per risparmiare alle scuole gli aspetti più deleteri della legge 107”, fanno sapere i leader di Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams, che si sono riuniti a Roma per fare il punto della situazione, definendo anche un calendario delle iniziative.
“Sarà un inizio di anno scolastico che ci vedrà costantemente impegnati nell’informare, proporre, rivendicare cambiamenti su diversi punti di una legge che ha mostrato i propri limiti in termini di fattibilità, equità, coerenza”. Occorre ripartire dalle professionalità della scuola: è questo il richiamo forte, rispettare il lavoro, ampliare gli spazi di compartecipazione alle scelte.
Queste le ragioni che hanno portato alla decisione di programmare momenti specifici per evidenziare le emergenze riferite ai diversi profili professionali operanti nella scuola.
Il primo appuntamento è per il 15 ottobre a Roma e coinvolgerà i dirigenti scolastici. Il 22 ottobre si svolgerà, sempre a Roma, l’iniziativa centrata sulle problematiche del personale Ata. Il 24 ottobre è infine prevista una manifestazione nazionale che si articolerà in iniziative promosse a livello regionale.


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Legge 107 e adempimenti nelle scuole (collegi, consigli, RSU)

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Da tempo la Segreteria Nazionale Cisl Scuola pubblica, in apertura di ogni anno scolastico, il fascicolo “Navigare informati”, destinato agli operatori scolastici e ai quadri sindacali, con cui si forniscono indicazioni essenziali sulla normativa che regola sotto il profilo legislativo, amministrativo e contrattuale l’attività della scuola, proponendo anche spunti di riflessione sulle più rilevanti innovazioni frutto, di volta in volta, di una produzione legislativa sempre particolarmente feconda in materia di istruzione e formazione.
Quest’anno le numerose, importanti e in gran parte contestate novità introdotte dalla legge 107/2015, entrata in vigore il 16 luglio scorso al termine di un percorso tormentato che ha visto anche momenti di forte mobilitazione sindacale, ci costringono a rivedere l’impianto della consueta pubblicazione, dovendo peraltro considerare che tante questioni sono rimesse ad atti di decretazione secondaria la cui emanazione avverrà con scadenze diverse.
Abbiamo pertanto predisposto un opuscolo più snello, incentrato sostanzialmente sugli adempimenti ai quali, in ogni istituzione scolastica e a vario titolo, si dovrà dar corso nei mesi di settembre e ottobre 2015, anche alla luce delle novità legislative.
Ci auguriamo che il lavoro possa risultare di interesse e utilità nel promuovere quel positivo protagonismo professionale e sindacale che costituisce la risorsa più preziosa per costruire, "in prima persona al plurale", la qualità di ogni nostra scuola. 

Schede operative

Supplenze ATA e docenti, una circolare che delude ogni aspettativa. Restano grandi difficoltà per le scuole

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Il MIUR ha diffuso in data 30 settembre la nota prot. 2116 con la quale, dopo le insistenti pressioni di tutte le organizzazioni sindacali e l'incontro del 23 settembre convocato a seguito di una richiesta unitaria, si forniscono chiarimenti circa il divieto di assunzione dei supplenti previsto dalla legge di stabilità 2015 per il primo giorno di assenza dei docenti e per i primi sette giorni di assenza dei collaboratori scolastici.
La nota, diversamente da quanto ci si attendeva e sarebbe stato necessario, non fa sufficiente chiarezza riguardo alle sostituzioni del personale docente, in quanto si limita a richiamare le esigenze di tutela e garanzia del diritto allo studio (peraltro richiamando impropriamente il comma 333 della legge, che fa in realtà riferimento all'"offerta formativa"), e rimanda alla possibilità di utilizzo, per tali sostituzioni, dell'organico del potenziamento, che tuttavia verrà assegnato alle scuole non prima del mese di novembre.
Quanto ai collaboratori scolastici, oltre a ribadire ossessivamente la responsabilità esclusiva dei dirigenti scolastici, l’unica “apertura” da parte dell’Amministrazione riguarda la possibilità di assumere supplenti esclusivamente nei casi in cui vi sia la certezza che non è possibile assicurare altrimenti le condizioni minime di funzionamento del servizio e di fruizione del diritto allo studio.
Grave la più totale indisponibilità a concedere la benché minima flessibilità rispetto ai vincoli posti dalla legge per la sostituzione degli assistenti amministrativi e tecnici. Una circolare molto deludente, quindi, nella quale risultano ampiamente smentite le aspettative suscitate nel corso dell’incontro nell'incontro del 23 settembre scorso, nel quale l'Amministrazione, diversamente da quanto oggi si riscontra, si era detta disponibile a tenere nella dovuta considerazione le richieste sostenute dalla Cisl Scuola e dalle altre organizzazioni sindacali.

Nota ministeriale di chiarimento

Il discorso di Mattarella a Napoli per l'apertura dell'anno scolastico. La scuola strumento straordinario di crescita

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. Gli ultimi interventi legislativi hanno sollevato discussioni e hanno messo a confronto punti di vista diversi. Non chiederò mai a nessuno di rinunciare alle proprie idee e al proprio spirito critico. Ma mi sento di chiedere a ciascuno di voi insegnanti di portare il proprio contributo nella scuola di oggi, percorrendo insieme la strada e cercando di migliorare ciò che sta attorno a noi ... (dal discorso pronunciato oggi, 28 settembre, dal Presidente della Repubblica nell'istituto professionale Davide Sannino di Ponticelli, uno dei quartieri periferici e più problematici di Napoli)

Cari ragazzi, insegnanti, operatori dell'istituto Davide Sannino e di tutte le scuole italiane, vorrei che questa giornata, in apertura del nuovo anno scolastico, avesse anzitutto il segno della speranza e dell'impegno solidale.
Non mi sfuggono i molti problemi che siete costretti ad affrontare quotidianamente. Non dimentico le difficoltà, le carenze, le sofferenze contro le quali combattete, ma sono voluto venire qui a Ponticelli, a Napoli, accanto a voi, per dire a voce alta che avanzare insieme è possibile, e che la scuola è strumento straordinario di crescita personale e collettiva.
Se la scuola non fosse questo, tradirebbe la sua ragione costitutiva.
Nel 2014 una giovane pachistana, Malala Yousafzai, ha ricevuto il premio Nobel per la pace per aver tenacemente affermato il proprio diritto alla scuola, a fronte dell'assurda, violenta pretesa di escludere le bambine dall'istruzione.
Ha rischiato di morire, ma ha continuato a battersi per sé e per chi le stava accanto. In un discorso tenuto nel palazzo delle Nazioni Unite, Malala ha detto che "un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo".
Parole semplici, con cui ci fa comprendere che la scuola cambia la vita. E' l'anticorpo al conformismo, e, dunque, alla sottomissione. La conoscenza è libertà, libertà di esprimere i talenti diversi e le diverse aspirazioni.
L'istruzione è la chiave della coscienza civile di un Paese. La capacità di crescere insieme agli altri rappresenta la porta che apre a una cittadinanza piena.
Ragazzi, permettetemi di dirvi: "Andate a scuola!". Andateci. Non ne fuggite. Non fatevi vincere dalla sfiducia. La scuola è vostra, così come vostro è il futuro.
Certo, spetta alle istituzioni fare in modo che edifici e strutture siano dignitosi e sicuri. Tocca alla istituzioni porre in essere norme e azioni positive per combattere l'abbandono scolastico. Ma la scuola è vostra: è lo spazio che deve consentire a ogni ragazza e ragazzo la possibilità di inseguire i propri sogni e realizzarsi con libertà.
Nuovi indirizzi e nuove risorse attendono ora attuazione. Le regole, persino le risorse, per quanto necessarie, non basteranno mai da sole. Ci vogliono le persone, con le loro storie, i loro volti, le loro doti e anche i loro limiti, la loro umanità.
Teniamo aperte le scuole. Il più possibile. Mettendo insieme idee ed energie, sperimentando, coinvolgendo gruppi, associazioni, corpi vivi della rete sociale. Aprire le scuole vuol dire animare la società, aumentare le occasioni di incontro, contrastare l'illegalità che trova spazio se le istituzioni sono assenti.
L'accoglienza di questa scuola è stata esemplare: e desidero ringraziare il preside, Paolo Pisciotta, il personale dell'istituto, tutti i ragazzi, le loro famiglie e l'intero quartiere, per il grande lavoro svolto in preparazione di questo evento.
Sono contento, cari ragazzi, di essere qui nel giorno in cui, ufficialmente, la vostra scuola prende il nome di Davide Sannino e saluto con affetto i familiari qui presenti. Davide, uno di voi, è stato ucciso a 19 anni perché ha guardato in faccia chi stava rubando il motorino di un suo amico.
E' stato ucciso perché ha tenuto la testa alta. Lo hanno ucciso per farci abbassare la testa. Ma non possiamo rinunciare a essere donne e uomini liberi, come ha testimoniato anche, trenta anni fa, il giovane giornalista Giancarlo Siani.
Liberi dalle mafie, dalle cosche, da ogni condizionamento illecito. Voglio ripeterlo con forza mentre Nicola Barbato, della Polizia di Stato lotta per la vita: a lui va affetto e riconoscenza. Stava proteggendo con un collega il negozio di un commerciante che chiede semplicemente di svolgere con libertà il proprio lavoro.
La scuola è presidio di legalità. E' il luogo dove apprendere che possiamo farcela. La scuola è dignità. La camorra e le mafie possono essere sconfitte. La camorra e le mafie saranno sconfitte. E voi, giovani di Napoli, sarete alla testa di questa storica vittoria.
Napoli è una città meravigliosa, che ha nella sua storia, e dunque nel suo dna, la forza e la cultura per avviare una nuova stagione da protagonista ed essere traino per le forze migliori del Mezzogiorno. Napoli è una città con forti contrasti, con ferite da sanare. Ma la sua bellezza è un valore mondiale.
Impegnatevi a coltivare la speranza di costruire un mondo migliore, la speranza di un'amicizia che vinca la sopraffazione, di un rispetto che riconosca la dignità di ciascuno, soprattutto di chi oggi ha di meno.
Ha già perso chi si intruppa nelle gang giovanili, chi cerca la droga, chi spaccia violenza, chi si fa strumento di criminali.
La vita è davanti a voi. Scegliete la vita e non la morte.
Ai ragazzi del Sud in particolare voglio dire che, se la scuola è l'opportunità più grande di sviluppo del Mezzogiorno, e se la crescita del Sud è condizione indispensabile per un pieno rilancio del nostro Paese, allora voi giovani studenti siete la speranza concreta di un nuovo sviluppo per l'Italia intera.
La scuola è decisiva per tutti i giovani nel nostro Paese. L'istruzione è una pietra angolare del patto di cittadinanza, e rientra a pieno titolo tra i diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione. Ha fatto bene Flavio Insinna a ricordare poc'anzi l'art. 34.
Una scuola che funziona bene contribuisce a ridurre le disparità e favorisce la mobilità sociale, nel senso di offrire opportunità ai più meritevoli. Una scuola che funziona male, invece, accentua gli squilibri e crea barriere. Diceva don Lorenzo Milani che, "se si perde gli ultimi, la scuola non è più scuola. E' un ospedale che cura i sani e respinge i malati".
La grande sfida della scuola sta nell'equilibrio, difficile ma decisivo, che tiene insieme inclusione ed eccellenza. Su questo il sistema italiano di istruzione viene messo alla prova e deve dare il meglio: includere, offrendo a tutti le stesse opportunità educative, senza appiattirsi verso il basso; coltivare le eccellenze, affinché esse possano manifestarsi, progredire e contribuire così al benessere sociale.
Di questo sistema le famiglie non sono spettatrici passive, né semplici utenti. In questi anni abbiamo avvertito le difficoltà del patto di fiducia tra strutture scolastiche e famiglie ed è compito della scuola e dei genitori ricostruirlo appieno.
Permettetemi di ringraziare i vostri insegnanti. E il personale che lavora accanto a loro negli istituti di ogni ordine e grado. Vi sono state difficoltà in questi anni, lo so bene. Anni in cui la crisi economica ha penalizzato oltremisura il patrimonio della scuola. Anni nei quali si sono accentuate condizioni di precarietà, affrontate recentemente dal Parlamento.
Proprio per questo voglio dirvi: grazie!
Siete riusciti a dare risposte positive laddove sarebbe prevalso lo scoraggiamento, a tenere uniti i legami sociali, a suscitare attenzione e avviare percorsi di conoscenza e cultura. Oggi senza di voi non sarebbe possibile immaginare un salto in avanti.
E vi chiedo di proseguire questo impegno.
Gli ultimi interventi legislativi hanno sollevato discussioni e hanno messo a confronto punti di vista diversi. Non chiederò mai a nessuno di rinunciare alle proprie idee e al proprio spirito critico. Ma mi sento di chiedere a ciascuno di voi insegnanti di portare il proprio contributo nella scuola di oggi, percorrendo insieme la strada e cercando di migliorare ciò che sta attorno a noi.
Tra le molte lettere che mi arrivano, sono stato colpito da una, molto bella, di un professore di scuola media di Maddaloni.
Non lo conosco. Si chiama Luigi Perrotta, in procinto di andare in pensione dopo oltre 40 anni nella scuola: "Un insegnante alla fine della carriera - mi ha scritto - non consegna alla storia epici avvenimenti ma la sua vita è come un fiume che si dirama in tanti rivoli che bagnano e fertilizzano anime in crescita: credo che, nonostante le apparenze, non una goccia d'acqua andrà sprecata". Queste parole confermano che insegnare è faticoso, ma è bellissimo. Avete un grande compito per migliorare la società.
La scuola è uno strumento per abbattere le barriere che impediscono il pieno esercizio dei diritti dei disabili. Dobbiamo rimuovere gli ostacoli che stanno anzitutto nei nostri pregiudizi.
La scuola deve essere attenta al lavoro, in modo che la formazione sia più vicina alle esigenze del Paese e lo sbocco professionale per i giovani sia meno lontano e aleatorio.
La scuola può contribuire ad affermare la piena parità di ragazzi e ragazze e la loro libera creatività: nella crescita del lavoro femminile c'è un patrimonio che può sospingere in avanti l'intera società.
Insegnare è un valore che si arricchisce sempre di nuovi significati, come ha detto bene il ministro Giannini.
Ora sulla frontiera dei nuovi linguaggi, dei mezzi digitali di comunicazione, dei social network sono offerte opportunità inedite, che è giusto cogliere mettendole a servizio di una crescita culturale e sociale.
E' importante per l'Italia, e per l'Europa intera, il modo con il quale saremo capaci di integrare i figli dei migranti. La scuola italiana ospita oggi ottocentomila studenti stranieri: più della metà di questi è nata in Italia.
L'integrazione nei processi formativi è spesso difficile, soprattutto per i giovani arrivati in Italia da poco, senza la conoscenza della lingua. Eppure l'integrazione sta producendo risultati e assistiamo a un avanzamento negli studi di molti giovani stranieri.
Abbiamo ascoltato Ba Seydou, che ha 16 anni. E' arrivato a Lampedusa dopo un viaggio lunghissimo ed è stato accolto da una famiglia italiana come figlio. Ci conferma che l'integrazione costituisce un vantaggio per la coesione e la serenità sociale.
E' nostro compito contrastare tutte le povertà educative. La crescita può essere favorita anche da attività extracurriculari, particolarmente per chi è più svantaggiato. Per questo è importante tenere aperte le scuole e allargare le opportunità educative, in alternativa alla solitudine e alla strada.
Lo sport può aiutare molto la scuola, come testimoniano i campioni che sono con noi oggi: dove c'è maggiore impegno sportivo, vi è maggiore legalità.
Ci può aiutare la musica: gli artisti presenti ci hanno ricordato che essa consente partecipazione e crescita insieme.
Ci può aiutare la scienza, con la sua bellezza e la fantasia che suscita: un grazie alla nostra Samantha Cristoforetti, testimonial non soltanto della scuola e delle sue enormi potenzialità ma anche della cooperazione pacifica tra i Paesi che la ricerca può realizzare quando su di essa si investe adeguatamente.
Buon anno scolastico a tutti.
Napoli, 28 settembre 2015

Organico del potenziamento: le richieste delle scuole al SIDI entro il 15 ottobre

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Dopo l'incontro odierno di informativa, conclusosi nel primo pomeriggio, il Miur ha emanato la nota 30549 che fornisce indicazioni sull'“organico del potenziamento” per l'a.s. 2015/16, visto quanto previsto dal comma 95 della legge 107/2015. Tali posti sono finalizzati alla realizzazione di iniziative di potenziamento dell'offerta formativa per il raggiungimento degli obiettivi formativi elencati al comma 7 della legge medesima, nonché alla possibilità di coprire le supplenze fino a 10 giorni come indicato al comma 85.
I posti per il potenziamento, la cui quantità complessiva e il riparto tra le Regioni sono già stati definiti nella Tabella 1 allegata al testo della legge 107, saranno richiesti dalle scuole tramite un'apposita funzione del SIDI che sarà attiva dal 10 al 15 ottobre.
Gli obiettivi sono stati ricondotti ad una serie di “campi di potenziamento” (6 per il primo ciclo e 7 per il secondo) "tendenzialmente corrispondenti alle aree di insegnamento disciplinare". In sostanza la scuola non potrà richiedere docenti di una specifica classe di concorso, ma potrà semplicemente indicare in ordine di priorità tutti i campi di potenziamento previsti. Ciò risponde all'esigenza, secondo quanto previsto dal su ricordato comma 95, di ricondurre l'“organico del potenziamento” nel limite delle graduatorie dalle quali si attingerà per le assunzioni della fase C del Piano Straordinario.
Per evitare che le scuole esprimano un fabbisogno e si ritrovino con l'assegnazione di tutt'altra classe di concorso, la richiesta di fabbisogno sarà dunque generica e le scuole sapranno solo in ultima istanza che tipologia di docenti sarà loro assegnata.
Unica eccezione riguarda la richiesta della specifica classe di concorso corrispondente al vicario del dirigente per il quale è stato disposto l'esonero o il semiesonero ai sensi della nota 1875 dello scorso 3 settembre. Viene ribadito che nel caso di classe di concorso non destinataria di posti di potenziamento (IRC, docente di scuola dell'infanzia ovvero di classe di concorso con graduatorie esaurite) il posto non sarà assegnato: su di esso rimarrà, fino al 30 giugno, il supplente nel frattempo nominato.
La nota 30549 prevede espressamente che le priorità di intervento nell'ambito degli obiettivi di potenziamento, coerentemente con la programmazione dell'offerta formativa sia oggetto di elaborazione e di approvazione da parte degli organi collegiali.
Gli Uffici scolastici regionali entro il 22 ottobre ripartiranno i posti tra le province, tra gli ordini di scuola per il potenziamento del sostegno e tra le classi di concorso, previa informativa alle organizzazioni sindacali. Dal 12 al 20 novembre gli uffici territoriali tramite il SIDI assegneranno i posti alle scuole sulla base del numero degli alunni e tenuto conto delle situazioni di particolare disagio. La dotazione minima per ciascuna scuola è di norma non inferiore a 3 unità, compresi i CPIA, e con un massimo di 8 per gli istituti omnicomprensivi.

Scrima: operazione verità sui numeri delle assunzioni. Le promesse non mantenute del Governo

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Il governo continua a utilizzare le assunzioni come arma di propaganda, diffondendo i numeri che gli convengono, tentando di farci passare come stupidi o irresponsabili, perché non saremmo in grado di cogliere il valore di un’operazione che dà lavoro a tanta gente. La ministra Giannini dice che chi contesta questa legge ha letto un’altra legge. Noi continuiamo a chiederci se questa legge l’abbia mai letta lei.
Facciamo allora un po’ di chiarezza sui numeri quotidianamente sbandierati attraverso un tam-tam mediatico a 360 gradi, tra giornali e apparizioni televisive che ormai non si contano più; numeri elaborati ad arte, come nel caso della vera e propria bufala del 97% di nomine accettate, senza dire che la percentuale è riferita a una porzione davvero esigua di posti; funambolismi aritmetici con cui si tenta di coprire le tante falle di un piano dagli esiti che si rivelano ben lontani dalle promesse fatte e dalle ambizioni dichiarate.
Ormai è chiaro che le 150.000 assunzioni promesse in partenza dal Governo, già ridotte di un terzo (102.000) con l’approvazione della legge, saranno in realtà molte di meno, non arrivando nemmeno a 80.000. Per ora, comunque, siamo solo a 37.200.
Promessa non mantenuta, quella delle 100.000 assunzioni, come non lo è quella dello svuotamento delle GAE, né quella che annunciava la fine della “supplentite”, visto che saranno almeno 80.000 i supplenti di cui le scuole avranno bisogno anche quest’anno per funzionare.
Queste non sono, come stupidamente talvolta si dice, affermazioni di un sindacato che sarebbe “contrario alle assunzioni”: se il governo avesse accettato di discutere le proposte da noi presentate, partendo dalla rilevazione del reale fabbisogno delle scuole e dalla stabilizzazione del lavoro precario in atto, utilizzando in modo più sensato e razionale lo stanziamento economico reso disponibile a copertura dell’operazione, le assunzioni a tempo indeterminato sarebbero state di più e non si sarebbero prodotti disagi e tensioni del tutto evitabili.


Roma, 16 settembre 2015
Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

Conclusi da Francesco Scrima i lavori dell'Assemblea Nazionale RSU al teatro Quirino di Roma

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Un forte richiamo a proseguire unitariamente un percorso di mobilitazione che ha dato voce all'intero mondo della scuola nel confronto sulla riforma Renzi e che deve ora continuare su due obiettivi precisi: ottenere modifiche sulle parti più contestate della legge 107, che si stanno rivelando di difficile o addirittura impossibile gestione, aprire il negoziato per il rinnovo del contratto di lavoro. Nel frattempo, un grande impegno affidato alle RSU, di difendere scuola per scuola gli spazi del negoziato e della contrattazione, nel segno di un'idea di scuola in cui non è la competizione, ma la collaborazione fra i diversi soggetti a garantire un efficace governo e la miglior qualità dell'offerta formativa.
"L'unità - ha affermato Scrima - è stata la forza di questa lunga vertenza su una legge di riforma sbagliata, resta un fattore indispensabile di forza. Non facciamo al governo, proprio ora che mostra qualche segnale di debolezza e vengono meno le sue granitiche certezze, il regalo di una nostra divisione. Si aprono spazi di confronto, andiamoci con le nostre proposte e restando uniti: evitiamo la tentazione di qualche protagonismo 'in solitaria', la tentazione a distinguersi, per inseguire effimeri successi di immagine che durano una notte".
Dedicate al rinnovo del contratto le ultime battute del suo intervento: "Vogliamo un contratto che affronti questioni importanti e delicate sul versante dell'organizzazione del lavoro, ma che soprattutto ridia dignità alla nostra professione, rimettendo la scuola in condizione di essere fabbrica di futuro".


In video la parte conclusiva dell'intervento di Scrima