Legge 107 e adempimenti nelle scuole (collegi, consigli, RSU)

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Da tempo la Segreteria Nazionale Cisl Scuola pubblica, in apertura di ogni anno scolastico, il fascicolo “Navigare informati”, destinato agli operatori scolastici e ai quadri sindacali, con cui si forniscono indicazioni essenziali sulla normativa che regola sotto il profilo legislativo, amministrativo e contrattuale l’attività della scuola, proponendo anche spunti di riflessione sulle più rilevanti innovazioni frutto, di volta in volta, di una produzione legislativa sempre particolarmente feconda in materia di istruzione e formazione.
Quest’anno le numerose, importanti e in gran parte contestate novità introdotte dalla legge 107/2015, entrata in vigore il 16 luglio scorso al termine di un percorso tormentato che ha visto anche momenti di forte mobilitazione sindacale, ci costringono a rivedere l’impianto della consueta pubblicazione, dovendo peraltro considerare che tante questioni sono rimesse ad atti di decretazione secondaria la cui emanazione avverrà con scadenze diverse.
Abbiamo pertanto predisposto un opuscolo più snello, incentrato sostanzialmente sugli adempimenti ai quali, in ogni istituzione scolastica e a vario titolo, si dovrà dar corso nei mesi di settembre e ottobre 2015, anche alla luce delle novità legislative.
Ci auguriamo che il lavoro possa risultare di interesse e utilità nel promuovere quel positivo protagonismo professionale e sindacale che costituisce la risorsa più preziosa per costruire, "in prima persona al plurale", la qualità di ogni nostra scuola. 

Schede operative

Conclusi da Francesco Scrima i lavori dell'Assemblea Nazionale RSU al teatro Quirino di Roma

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Un forte richiamo a proseguire unitariamente un percorso di mobilitazione che ha dato voce all'intero mondo della scuola nel confronto sulla riforma Renzi e che deve ora continuare su due obiettivi precisi: ottenere modifiche sulle parti più contestate della legge 107, che si stanno rivelando di difficile o addirittura impossibile gestione, aprire il negoziato per il rinnovo del contratto di lavoro. Nel frattempo, un grande impegno affidato alle RSU, di difendere scuola per scuola gli spazi del negoziato e della contrattazione, nel segno di un'idea di scuola in cui non è la competizione, ma la collaborazione fra i diversi soggetti a garantire un efficace governo e la miglior qualità dell'offerta formativa.
"L'unità - ha affermato Scrima - è stata la forza di questa lunga vertenza su una legge di riforma sbagliata, resta un fattore indispensabile di forza. Non facciamo al governo, proprio ora che mostra qualche segnale di debolezza e vengono meno le sue granitiche certezze, il regalo di una nostra divisione. Si aprono spazi di confronto, andiamoci con le nostre proposte e restando uniti: evitiamo la tentazione di qualche protagonismo 'in solitaria', la tentazione a distinguersi, per inseguire effimeri successi di immagine che durano una notte".
Dedicate al rinnovo del contratto le ultime battute del suo intervento: "Vogliamo un contratto che affronti questioni importanti e delicate sul versante dell'organizzazione del lavoro, ma che soprattutto ridia dignità alla nostra professione, rimettendo la scuola in condizione di essere fabbrica di futuro".


In video la parte conclusiva dell'intervento di Scrima

Procedure di assunzione, fase B. Pubblicato in G.U. l'avviso

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E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale- Concorsi ed esami n. 66 del 28/8/2015 l' avviso relativo alle procedure di assunzione del personale docente - Fase B. In esso si prevede che:

  • le proposte di assunzione saranno disponibili su Istanze OnLine dalle ore 00.01 del giorno 2 settembre 2015
  • i docenti destinatari dovranno accettare la nomina entro le ore 24.00 del giorno 11 settembre 2015, utilizzando esclusivamente le funzioni appositamente predisposte su Istanze OnLine
  • la mancata accettazione della proposta comporta l'esclusione dal piano straordinario di assunzioni (conseguentemente non si riceveranno successive proposte di nomina) e la cancellazione da tutte le graduatorie nelle quali si è inseriti (GaE e concorso ordinario).

Ricordiamo inoltre che:
il personale che ha accettato la nomina dovr? successivamente scegliere la scuola di servizio dal 12 al 15 settembre sulla base del calendario che sarà fissato dall'Ufficio territoriale della provincia assegnata per coloro che risultano già destinatari di supplenza annuale o fino al 30 giugno è prevista la decorrenza giuridica dell'assunzione a tempo indeterminato al 1° settembre 2015 e il differimento dell'assunzione del servizio nella provincia assegnata al 1° settembre 2016 (per i titolari di supplenza annuale) o al 1° luglio 2016 ( o al termine degli esami di stato per i titolari di supplenza fino al 30 giugno).
Dal Gestore del Sistema informativo, per le vie brevi, abbiamo avuto ulteriori precisazioni sulle procedure di assunzione della fase B:

  • gli aspiranti, sia soddisfatti che non soddisfatti, riceveranno una mail che li informa dell’esito della procedura. Nel caso di aspirante soddisfatto, in archivio sarà presente anche un documento di proposta di assunzione;
  • su POLIS ci sarà la funzione di accettazione/rinuncia alla proposta di assunzione;
  • a fronte dell’accettazione verrà collocato un pdf di “perfezionamento della proposta di assunzione” nell’archivio personale dell’aspirante.

Precisiamo, inoltre, che la scelta della sede di servizio avverrà dal 12 al 14 settembre.

Risparmiamo alla scuola gli effetti più deleteri della legge 107. I possibili comportamenti

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La legge 107/2015 in molte sue parti confligge con principi costituzionali e disposizioni normative e contrattuali. Ciò avviene, ad esempio, nel momento in cui essa lede la libertà d’insegnamento, crea un’autorità salariale nella figura di una sola persona (caso unico nei rapporti di lavoro pubblici), introduce meccanismi di valutazione individuale a cui conseguono premi in denaro che dovrebbero invece seguire la disciplina contrattuale.

A tal fine, fermo restando il doveroso rispetto dell’autonomia professionale dei docenti e del personale ATA e di quella degli organi collegiali di governo della scuola, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda forniscono alcune indicazioni di possibili e pienamente legittimi comportamenti, con lo scopo esclusivo di evitare che la legge 107 possa arrecare grave pregiudizio all'efficacia dell'azione educativa e formativa e alla professionalità del personale scolastico.

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"Sbloccate" le supplenze Ata per l'a.s. 2015/16: un buon risultato

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Si è appena concluso, nel pomeriggio odierno, l'incontro al Miur sospeso nella mattina in attesa di avere conferma dalla Funzione Pubblica sulla possibilità di autorizzare le supplenze del personale ATA per l'a.s. 2015/16, bloccate dalla nota 25141 dello scorso 10 agosto "in attesa del completamento delle procedure di ricognizione e di mobilità del personale delle Province e delle città metropolitane da ricollocare presso altre amministrazioni".
Poiché la mobilità del personale dipendente delle Province si attuerà in due fasi di cui una a marzo e una a luglio 2016, tra Miur e Funzione Pubblica si è concordato che eventuali passaggi nel comparto scuola non avvengano prima della prossima estate.
Conseguentemente su tutti i posti vacanti e disponibili nonché sulle disponibilità dell'organico di fatto si effettueranno - per tutti i profili (assistenti amministrativi compresi) - le supplenze dalle graduatorie dei “24 mesi”, con durata fino al 30 giugno.
Nel corso dell'anno, verificata l'effettiva consistenza della mobilità dalle Province, i contratti di supplenza conferiti fino al 30 giugno, su posti originariamente fino al 31 agosto, saranno prorogati.
La soluzione decisa oggi sarà oggetto sia di comunicazione ai Direttori Regionali nel corso della Conferenza di Servizio in programma domani al Miur sia di uno specifico provvedimento di integrazione alla suddetta nota 25141, che l’amministrazione emanerà tempestivamente.
La Cisl Scuola
ritiene questo un primo buon risultato a tutela del personale precario ATA;
reitera comunque la richiesta di ottenere le assunzioni in ruolo almeno sui 6.243 posti per i quali è stata chiesta l'autorizzazione al Dipartimento della Funzione Pubblica e al MEF.
Tale autorizzazione risulta ad oggi bloccata per tutti i profili, stante l'interpretazione della Funzione Pubblica secondo cui i soli posti non coinvolti nella possibile mobilità dalle Province siano quelli dei docenti e del personale educativo. L'Amministrazione ha convenuto sul fatto che le nomine in ruolo, ancorché giuridiche, possano essere effettuate anche in corso d'anno.

Mobilità Dirigenti Scolastici a.s. 2015/16

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Mobilità Dirigenti Scolastici a.s. 2015/16

 L'USR ha pubblicato in data odierna i mutamenti di incarico dei Dirigenti scolastici decorrenti dal 1/9/2015 come risultanti nell’unito prospetto A, che costituisce parte integrante del provvedimento.

Il prospetto B, riporta l’elenco dei Dirigenti scolastici in scadenza di incarico al 31/08/2015 confermati nelle sedi di attuale assegnazione.
Al presente provvedimento, con valore di notifica nei confronti degli interessati, seguiranno i singoli provvedimenti di incarico dirigenziale e l’annesso contratto economico.
Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso al Giudice Ordinario in funzione di Giudice del Lavoro, ai sensi dell’ art.63 del D.Lgs.165/01.

Allegato A

Allegato B

DDG USR Sicilia-Prot10164-22luglio2015
 

 

 

 

Esonero/semi esonero del "vicario", emanata l'attesa disposizione

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Il Miur ha emanato la nota 1875 del 3.9.2015 con la quale si consente l'esonero o il semi esonero dal servizio del docente collaboratore del dirigente (“vicario”) nelle more dell'assegnazione alle scuole dell'organico del potenziamento. La nota 1875 invita i Direttori Regionali ad informare i dirigenti scolastici sulla possibilità di sostituire da subito il docente vicario attraverso la nomina di un supplente fino all'arrivo dell'avente diritto e cioè sino al completamento della “fase C” del Piano straordinario di assunzioni. Il posto (sia nel caso di esonero che di semi esonero) rientrerà nel fabbisogno dell'organico dell'autonomia che sarà assegnato nella fase finale del suddetto Piano. Le scuole che hanno diritto all'esonero/semi esonero sono quelle che rientrano nelle condizioni - ricordate nel testo della nota 1875 - previste dall’art. 459 del decreto legislativo 297/94, come modificato nel corso del tempo da specifici successivi provvedimenti legislativi.

Una sentenza che valorizza il ruolo della contrattazione

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Con la sentenza 178/2015, di cu sono state rese note ieri le motivazioni, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il reiterato blocco dei contratti pubblici. Sui contenuti e sul significato della sentenza, che "travalica la sola dimensione retributiva della contrattazione", proponiamo una prima nota di commento redatta per noi da Carmine Russo, docente di Diritto del Lavoro all'Università La Sapienza di Roma.

Per comprendere fino in fondo il significato della sentenza della Corte Costituzionale 178/2015, che ha dichiarato l’illegittimità del blocco della contrattazione collettiva nel settore pubblico, bisogna partire dalla fine e cioè dal fatto che la Corte la definisca come sentenza di accoglimento per “illegittimità costituzionale sopravvenuta” e ne faccia decorrere gli effetti a partire dalla data di pubblicazione.
Nelle tipologie delle sentenze della Corte Costituzionale le sentenze “per illegittimità sopravvenuta” (in senso stretto) sono quelle con cui la norma sottoposta ad esame pur non presentando vizi di costituzionalità al momento della sua entrata in vigore, lo diviene in seguito ad eventi che possono metterne in discussione la legittimità.
In altre parole la Corte Costituzionale non dichiara illegittimo il primo provvedimento che ha determinato il blocco (d.l. 78/2010), ma tutti quelli che intervenuti successivamente (d.l. 98/2011, l. 147/2013 e l. 190/2014) hanno reso quel blocco temporaneo strutturale, sovvertendo ogni carattere di temporaneità e eccezionalità.
Ciò che quindi viene sanzionato non è il blocco della contrattazione in quanto tale, che può anche determinarsi se condizioni gravi di finanza pubblica lo ipotizzano come possibile, parziale e temporanea soluzione, ma il fatto che il suo protrarsi per un periodo prolungato, continuo e indeterminato gli facciano perdere quei caratteri di provvisorietà ed eccezionalità che sono i soli a consentire la sospensione di un diritto costituzionalmente riconosciuto.
Detto ciò, è importante evidenziare quale sia il parametro di illegittimità utilizzato dalla Corte, considerando che i giudici che hanno rimesso la questione alla Corte (Tribunale di Roma e Tribunale di Ravenna) avevano ipotizzato il contrasto con diversi articoli della Costituzione. Ma la Corte non ha ritenuto legittimo il riferimento:
- all’art. 2 e all’art. 3 (presunta disparità di trattamento tra comparti del pubblico impiego e tra questi e il settore privato) perché sia tra i settori che tra i comparti pubblici sussistono differenze di status che giustificano differenze di trattamento anche da parte del legislatore;
- all’art. 35 (tutela del lavoro) perché valgono le valutazioni svolte sui precedenti due articoli
- all’art. 36 (retribuzione proporzionata e sufficiente) perché singoli provvedimenti eccezionali possono giustificare la sospensione del parametro della retribuzione proporzionale.
Al contrario la Corte ha ritenuto che il prolungamento del blocco contrasti con l’art. 39 Cost. (libertà sindacale) per diverse ragioni:
- perché il principio di libertà sindacale non può essere scisso da quello di attività e se si blocca la contrattazione di fatto si impedisce l’espressione della libertà;
- perché i due principi sono tutelati sia da norme internazionali (Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro che l’Italia ha recepito) che comunitarie cui l’Italia aderisce (giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, Carta di Nizza, Carta sociale europea)
- perché nel sistema delle fonti del lavoro pubblico italiano, la contrattazione ha un ruolo fondamentale non solo per la contrattazione della retribuzione ma anche per quella del merito e delle altre condizioni di lavoro che finiscono per incidere anche su aspetti organizzativi dei servizi.
La Corte conclude affermando che “il carattere ormai sistematico di tale sospensione sconfina, dunque, in un bilanciamento irragionevole tra libertà sindacale (art. 39, primo comma, Cost.), indissolubilmente connessa con altri valori di rilievo costituzionale e già vincolata da limiti normativi e da controlli contabili penetranti (artt. 47 e 48 del d.lgs. n. 165 del 2001), ed esigenze di razionale distribuzione delle risorse e controllo della spesa, all’interno di una coerente programmazione finanziaria (art. 81, primo comma, Cost.).
Il sacrificio del diritto fondamentale tutelato dall’art. 39 Cost., proprio per questo, non è più tollerabile”.
L’importanza di questa sentenza è quella di travalicare la sola dimensione retributiva della contrattazione per affermare la sua importanza anche sotto il profilo più generale degli effetti positivi che essa può avere sull’organizzazione e, seppure indirettamente, la Corte finisce per criticare provvedimenti legislativi che possano irrimediabilmente compromettere il ruolo di rappresentanza e tutela svolto dai sindacati a favore dei lavoratori.

Una sentenza che valorizza il ruolo del sindacato

In Gazzetta Ufficiale la legge, è la numero 107 del 13 luglio 2015

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Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di riforma della scuola approvata in via definitiva dalla Camera il 9 luglio scorso. E' la legge 13 luglio 2015, n. 107. Come stabilito nell'ultimo comma, la legge entra in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione in G.U., quindi a partire dal 16 luglio 2015.
Di seguito, una dichiarazione rilasciata dal segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima.
"Sulla legge che da domani entrerà in vigore restano tutte le ragioni di dissenso che per mesi la Cisl Scuola ha in tanti modi rappresentato, chiedendo con insistenza un confronto che il governo e il suo premier hanno ostinatamente negato, assumendosi la grave responsabilità di scelte sbagliate compiute con arroganza e presunzione, senza la scuola e contro la scuola.
Insieme al dissenso vi è oggi la preoccupazione per i tanti effetti negativi che l’applicazione della legge potrà produrre, a partire dalla gestione di un piano di assunzioni che non risolve i problemi del precariato e che potrebbe innescare un vasto contenzioso; ma è più in generale lo squilibrio introdotto rispetto a ruoli e competenze delle diverse componenti dell’autonomia scolastica a esporre il sistema al rischio di tensioni, divisioni e conflittualità interne, che potrebbero manifestarsi già dall’avvio del prossimo anno scolastico.
La Cisl Scuola ribadisce la volontà di proseguire con determinazione nell’impegno volto a salvaguardare, attraverso la propria azione sindacale, un’idea di scuola fondata su partecipazione, condivisione e collegialità, per la cui affermazione resta comunque fattore decisivo il protagonismo professionale che si esprime nel concreto lavoro di ogni giorno".